Costruire un piano alimentare non significa aderire a uno schema rigido, ma apprendere la grammatica degli ingredienti. Spesso ci si limita a pochi alimenti sicuri, ignorando il potenziale della rotazione settimanale. Variare le fonti di carboidrati complessi—passando dal farro alla segale, dalla quinoa al riso integrale—permette di ottenere un profilo aminoacidico completo e diverse tipologie di fibre. Questa diversità è il nutrimento primario per il nostro ecosistema interno.
Nel contesto di Scuola Cucina, consideriamo la stagionalità non come un vincolo, ma come una bussola nutrizionale. Consumare prodotti locali nel loro momento di massima maturazione garantisce una concentrazione superiore di micronutrienti rispetto ai prodotti coltivati in serra o trasportati per migliaia di chilometri. È una scelta che coniuga l'impegno verso l'ambiente con il massimo rispetto per la propria vitalità.